La barzelletta del carabiniere che prende il Sole 24 Ore alla lettera: riderai a crepapelle

Ridere è una delle attività più antiche e universali che l’essere umano conosca. Ma cosa scatena davvero la risata? Secondo gli studiosi, il cervello risponde all’umorismo attraverso un meccanismo di incongruenza e risoluzione: ci aspettiamo qualcosa, riceviamo qualcos’altro, e il cortocircuito cognitivo che ne deriva produce ilarità. Non siamo gli unici: ratti e scimpanzé emettono suoni simili alla risata durante il gioco, segno che il fenomeno ha radici evolutive profonde. Nella storia, l’approccio all’umorismo è cambiato radicalmente: gli Antichi Romani, per esempio, erano fan dichiarati delle barzellette sui difetti fisici, sulle professioni umili e — immancabile — sulla stupidità altrui. Persino Cicerone teorizzò l’arte della battuta nel De Oratore. Oggi preferiamo prendere di mira categorie più simboliche, come i carabinieri, che nella cultura italiana rappresentano il classico bersaglio bonario dell’umorismo popolare. E a proposito di carabinieri…

La barzelletta del giorno: il Sole 24 Ore

Il maresciallo dei carabinieri chiama l’appuntato e gli ordina di andare in banca a farsi dare le valute del giorno. Passano le ore, ma dell’appuntato nessuna traccia. Il maresciallo, spazientito, si incammina per andare a vedere cosa diavolo stia succedendo.

Ad un certo punto lo trova sdraiato al sole, beato come se fosse in vacanza.

Il maresciallo gli si avvicina e inizia a gridare:

– Appuntato! Ma cosa stai facendo? Sei andato in banca?

– Sì maresciallo, ci sono andato. Il direttore mi ha consigliato di prendere “Il Sole 24 Ore”… ed è esattamente quello che sto facendo: sono quasi quattro ore che sono qui!

Perché fa ridere (per chi non l’avesse capita)

Il gioco di parole ruota attorno a un doppio senso classico: Il Sole 24 Ore è il noto quotidiano economico-finanziario italiano, quello che un direttore di banca consiglierebbe normalmente a chiunque voglia tenersi aggiornato sulle valute e sui mercati. L’appuntato, però, interpreta l’espressione alla lettera: sole come astro e 24 ore come unità di tempo. Risultato? Si sdraia beatamente sotto il cielo aperto e aspetta che passino ventiquattr’ore.

  • Il meccanismo comico è quello dell’equivoco linguistico
  • La vittima della battuta è il classico carabiniere sprovveduto della tradizione italiana
  • Il colpo finale è la logica impeccabile e assurda dell’appuntato, che non sbaglia un passaggio… ma parte dal presupposto sbagliato

In fondo, il confine tra stupidità e coerenza è spesso molto più sottile di quanto pensiamo.

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