Ridere fa bene, lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta: secondo la teoria dell’incongruenza, il cervello umano trova comico tutto ciò che viola le sue aspettative in modo inaspettato e non minaccioso. In pratica, quando la realtà prende una piega assurda ma innocua, scatta qualcosa nel nostro cervello che produce quella reazione liberatoria che chiamiamo risata. E non siamo soli: anche scimpanzé, ratti e persino alcuni uccelli producono suoni associabili alla risata durante il gioco. La differenza? Noi ci raccontiamo le barzellette, loro no.
Nella storia, l’umorismo ha sempre rispecchiato la società. Gli Antichi Romani, per esempio, erano maestri dell’ironia tagliente: si prendevano gioco dei politici, delle mogli tradite, dei mariti cornuti e dei medici incompetenti. Il primo libro di barzellette della storia, la Philogelos (“L’amante del riso”), risale al IV-V secolo d.C. e contiene già freddure sui suoceri e sui matrimoni infelici. Alcune cose, evidentemente, non cambiano mai.
La Barzelletta
Un signore sta per partire con l’aereo, ma proprio poco prima di salire sente una voce alle sue spalle che gli dice: «Non prendere l’aereo, non partire!» Si gira, ma dietro di lui non c’è nessuno. Si spaventa e decide di non salire a bordo. Poco dopo scopre che l’aereo è precipitato e sono morti tutti.
Però lui deve partire per forza, così decide di prendere il treno. Ma anche stavolta, appena si avvicina al binario, sente la stessa voce: «Non prendere il treno, non partire!» Lui ascolta, rinuncia al viaggio, e poco dopo al telegiornale apprende che il treno è deragliato. Nessun sopravvissuto.
A questo punto il viaggio non può più aspettare. Decide di prendere la nave. Ma mentre sta per imbarcarsi, puntuale come la morte, la voce torna: «Non prendere la nave, non partire!»
Lui si ferma, si gira lentamente, e stavolta risponde:
«Senti un po’, io non ti conosco, ma una cosa me la devi dire: quando mi sono sposato, tu dove ca**lo stavi?»
Perché Fa Ridere?
Il meccanismo comico qui è un classico ribaltamento finale: per tutta la barzelletta il protagonista sembra un uomo straordinariamente fortunato, protetto da una voce misteriosa che lo salva da tre catastrofi. Il colpo di scena arriva nell’ultima battuta, dove si scopre che la vera catastrofe della sua vita — il matrimonio — non ha ricevuto lo stesso trattamento di favore.
- La struttura a tre eventi crea un ritmo ipnotico che abbassa la guardia del lettore
- Il finale sovverte completamente il tono drammatico della storia
- L’ironia sul matrimonio è universale e riconoscibile, il che amplifica l’effetto comico
Niente di personale contro le mogli, sia chiaro. È solo che, evidentemente, certe voci arrivano sempre in ritardo.
